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LA BASILICA: CROCEVIA DI
SPIRITUALITÀ, ARTE E CULTURA

La visita alla Basilica è libera e gratuita, compatibilmente con i tempi delle celebrazioni liturgiche.

La Basilica è il cuore pulsante di Ambrosius

Cuore pulsante di fede e memoria, la Basilica di Sant’Ambrogio racconta secoli di storia milanese. Le sue pietre, i suoi affreschi e la sua architettura custodiscono il lascito del santo e il dialogo vivo tra passato e presente. Scopri i punti fondamentali al suo interno:

Atrio di Ansperto e campanili

L’atrio romanico della basilica sorge dove, già nel IX secolo, l’arcivescovo Ansperto (†881) aveva costruito il precedente, come ricorda la sua epigrafe: «costruì l’atrio e davanti le porte vicine». L’atrio è formato da tre lati porticati, uniti al grande nartece addossato alla facciata, dove si radunavano catecumeni e penitenti. In epoca medievale ospitava pellegrini, mercati, assemblee pubbliche e fungeva da cimitero, come indicano le lapidi alle pareti.

Portale Maggiore

Il Portale Maggiore, decorato con marmi altomedievali e l’Agnello mistico sull’architrave, conserva sui battenti lignei l’originario programma iconografico dedicato a re Davide, forse ideato da Sant’Ambrogio. I pannelli intagliati con le scene della vita di Davide ancora in loco risalgono in parte al IV secolo; i picchiotti bronzei a testa di leone sono di età romanica. La porta fu restaurata in occasione del Giubileo del 1750, quando l'ordine delle scene venne modificato.

Sarcofago di Stilicone e Ambone Medievale

Il “sarcofago di Stilicone” (IV secolo), tra le poche testimonianze della basilica ambrosiana, è decorato con scene cristologiche e bibliche; appartiene alla categoria dei sarcofagi 'a porte di città' che rimandano alla Gerusalemme celeste, la città di Dio. Nel XII secolo fu inglobato nel pulpito romanico, arricchito da figure e animali simbolici. Danneggiato nel 1194, fu restaurato all’inizio del XIII secolo da Guglielmo de Pomo.

Altare d’oro

Capolavoro dell’arte carolingia, l’altare maggiore è un’arca-reliquiario voluta dall’arcivescovo Angilberto II (824–859) per custodire i corpi di Ambrogio, Protaso e Gervaso. Composto da una cassa lignea rivestita in oro e argento dorato, è decorato con scene della Vita di Cristo e di Ambrogio, oltre a santi milanesi. Opera di altissimo pregio, fu realizzato sotto la guida del magister Volvino, raffigurato mentre riceve una corona di gloria da Ambrogio in uno dei medaglioni centrali

Ciborio

Il ciborio, copertura sopra l’altare sorretta da colonne in porfido, risale all’età carolingia e fu decorato con stucchi policromi alla fine del X secolo. La fronte ovest mostra la Traditio legis; quella est l’elezione di Ambrogio, affiancato dai santi Protaso e Gervaso. I lati nord e sud, di complessa lettura, alludono forse alla dinastia ottoniana, con scene simboliche di omaggio alla Chiesa e ad Ambrogio.

Cripta dei santi

Nel 386 Ambrogio ritrovò presso i cancelli della chiesa dei Santi Nabore e Felice i corpi dei martiri milanesi Protaso e Gervaso, che fece deporre sotto l’altare della Basilica ambrosiana nel sepolcro preparato per sé. Alla sua morte, nel 397, fu sepolto accanto a loro; nel IX secolo i tre corpi dei santi vennero trasferiti nel sarcofago di porfido all'interno dell'altare d'oro. Tra il 1871 e il 1874, durante la stagione dei restauri promossa dal parroco Francesco Maria Rossi, il sarcofago fu aperto  e i corpi di Ambrogio e dei martiri furono ricomposti e trasferiti in una nuova urna. Nel 1897 fu realizzata l’urna in cristallo e argento dove sono ancora oggi custoditi.

Mosaico absidale

Il mosaico absidale, restaurato più volte fino al XX secolo, raffigura Cristo pantocratore con i martiri Protaso e Gervaso incoronati dagli arcangeli. Nell’XI secolo furono aggiunti i medaglioni con i ritratti di Marcellina, Satiro e Candida. Ai lati, due scene rare, la cui iconografia risale al IX secolo: Ambrogio sembra assopirsi durante la celebrazione della messa a Milano ma, nello stesso momento, è presente a Tours durante i funerali di san Martino. Questi episodi, che non appartengono alla tradizione milanese, riflettono il progetto di integrazione politica e religiosa tra l'identità forte di Milano e l'idea di impero 'europeo' promossa da Carlo Magno e dai suoi successori. L’aspetto attuale del mosaico è il risultato dei restauri dopo i devastanti bombardamenti del 1943.